Oporto, la capitale portoghese del nord

La città di Oporto, che ormai anche in Italia chiamiamo semplicemente Porto, è la seconda città del Portogallo. Si trova nord, sulla foce del fiume Duero, a poca distanza dall’oceano Atlantico. Fin dal tempo dei romani sulle rive del fiume vi erano due insediamenti, da un lato Portus e dall’altro Cale. Dall’unione di questi due nomi deriva anche quello della nazione odierna: Portogallo.

La città è molto suggestiva per il modo in cui è stata costruita sulle alture che sovrastano la riva del fiume. Agli eleganti corsi fanno da contraltare i vicoli stretti che si aprono in suggestive piazze. Le case hanno un aspetto stretto e alto, dovuto al rapido sviluppo industriale e mercantile della città. Oltre alle chiese in cui si accavallano gli stili medievale, barocco e ottocentesco, caratteristici sono i tanti palazzi liberty e l’utilizzo degli azulejos, le tipiche mattonelle di colore prevalentemente blu e bianco.

Molti iniziano a visitare la città dalla parte alta, dalla zona del vivace Mercato del Bolhão, dove si trova la cappella delle Anime o di Santa Caterina, forse la più fotografata di tutta la città, per via della sua superficie esterna interamente ricoperta di azulejos. Le piasterelle che narrano la vita dei Santi Francesco e Caterina sono di inizio Novecento, nonostante la chiesa risalga alla fine del Settecento.

Scendendo verso il fiume si incontra l’imponente costruzione della Stazione di São Bento. Venne costruita a fine Ottocento per portare la ferrovia nel cuore della città che era in piena espansione. Anche qui, nella pittoresca sala d’aspetto, gli azulejos catturano l’attenzione di viaggiatori e turisti.

Poco distante dalla stazione è la struttura barocca della chiesa dei Clerici che con la Torre dos Clerigos è considerata uno dei simboli principali della città. Dalla cima della torre di un’altezza di 75 metri si gode di una delle migliori viste della città.

Un’altra vista della città si offre dall’alto della Cattedrale, che si presenta come un’austera fortezza racchiusa fra le sue torri e ingentilita soltanto da un elaborato rosone e dall’ingresso barocco di gusto italiano.

Nei pressi del fiume il numero di chiese sembra aumentare e di nuovo, anche di fronte a Santa Clara, ci troviamo ad ammirare la facciata e alcune pareti laterali decorate con gli inconfondibili azulejos.

Nel caso della chiesa di San Francesco, risalente al XIV secolo, la ricchezza si scopre varcandone la soglia. All’interno infatti troviamo un tripudio di sculture in legno dorato, con uno stile barocco di metà Settecento e un fasto dovuto all’epoca in cui il Portogallo poteva avere facile accesso alle ricchezze delle sue vaste colonie.

Finalmente si giunge al fiume, larghissimo nella sua parte ormai prossima a sfociare nell’oceano. Ci accoglie il vivace lungofiume pieno di negozi, locali per turisti, spettacoli, imbarcazioni colorate e soprattutto il ponte di ferro Dom Luis I che da fine Ottocento congiunge la città con le cantine vinicole di Vila Nova de Gaia, famose per la produzione del Porto.

Oporto è diventata da qualche anno una città molto turistica e quindi ha inevitabilmente perso quella patina di autenticità che la rendeva un po’ trasandata e trascurata, ma più vera. Tuttavia si può ancora rintracciare la sua anima nei panni stesi alle finestre, nei vicoli meno frequentati, nella parlata melodica dei suoi abitanti, nelle pasticcerie che vendono i deliziosi pasteis de nata.

Infine non bisogna dimenticare il vero protagonista della città, il fiume Duero (Douro per loro), che ha fatto la fortuna secolare della città e che continua a renderla magica ancora oggi.

Testo e fotografie di Davide Fustini