Varsavia è la capitale della Polonia e la città più grande della nazione. I suoi quasi due milioni di abitanti diventano tre se calcoliamo i suoi vasti sobborghi. La distruzione portata dalla seconda guerra mondiale e il periodo sotto il regime comunista non hanno tuttavia impedito alla città di risorgere. Accanto a una ricostruzione abbastanza fedele del centro storico, la parte nuova della città si è arricchita di moderni grattacieli. L’atmosfera della città è frizzante e si respira un senso di ordine e pulizia che molte capitali europee stanno perdendo.
La visita può iniziare dalla Piazza del Mercato della città vecchia. Un luogo pittoresco e affascinante dovuto alla foggia delle case che si affacciano sulla vasta piazza rettangolare. I colori delle loro facciate si alternano, così come i loro diversi stili architettonici che spaziano dal gotico al manieristico, dal rinascimentale al barocco.
Passeggiando per i vicoli della città vecchia ci si imbatte nella particolare facciata gotica in mattoni della Cattedrale di San Giovanni Battista. Già all’inizio del 1400 era stata edificata in stile gotico, per poi essere nuovamente rifatta a metà Ottocento con un gusto più spiccatamente inglese. La contraddistingue l’alto frontone i cui si alterna il rosso dei mattoni e il bianco delle arcatelle cieche. L’ultimo fedele rifacimento è stato compiuto dopo le distruzioni della guerra.
Lo stabile più sontuoso della città vecchia è il Palazzo Reale, anche questo frutto di un meticoloso rifacimento nel dopoguerra. Fu costruito inizialmente con un impianto gotico, poi secondo un gusto rinascimentale, e infine modificato in stile neoclassico con il contributo di artisti di tutta Europa, fra cui soprattutto francesi e italiani. Fu anche, a seconda dei periodi, sede parlamentare e palazzo presidenziale. Oggi ha una funzione museale e ospita, fra le altre cose, una straordinaria raccolta di vedute della città di Varsavia di Bernardo Bellotto, nipote del Canaletto e spesso conosciuto con lo stesso pseudonimo dello zio.
Molto interessante la struttura del Barbacane, una sorta di fortezza turrita esterna alle mura che serviva per difendere la porta d’ingresso alla città vecchia.
Il Barbacane venne costruito da Giovanni Battista da Venezia nel 1548. Anche in questo caso vediamo la presenza delle maestranze italiane nelle lontane terre di Polonia.
Questa è una statua molto importante per la città di Varsavia, perché è un omaggio a Jan Zachwatowicz, l’architetto che curò il restauro e la ricostruzione della città in macerie. Iniziò a lavorarci nel 1945, nonostante molti esperti avessero detto che la città non sarebbe potuta risorgere. Invece il centro storico di Varsavia oggi è protetto dall’Unesco, ed è uno dei simboli della capacità di ricostruire dei luoghi distrutti dalla guerra con perizia e fedeltà al passato.
L’arteria principale della città assume nomi diversi lungo il suo tragitto, ma viene chiamata anche “Strada Reale”. Il largo viale è un susseguirsi di chiese, palazzi, alberghi di lusso, edifici universitari, che rendono bene l’atmosfera che doveva avere la città nell’Ottocento. Molti di questi palazzi sono frutto della fedele ricostruzione postbellica, ma non questa elegante chiesa barocca, la Chiesa delle Visitandine, che è rimasta miracolosamente indenne al periodo bellico. Si è salvato in tal modo anche il suo prezioso interno rococò.
Fra i tanti palazzi della Strada Reale colpisce per il suo sontuoso eclettismo di fine Novecento lo stabile ad angolo che ospita l’hotel Bristol. I suoi interni liberty vennero curati da Otto Wagner.
Fra gli edifici più simbolici della città c’è il Palazzo della Cultura e della Scienza. Fu edificato negli anni Cinquanta in quello stile neoclassicista conosciuto come staliniano e il suo architetto fu il russo Lev Rudnev. Si trattò di un dono dell’Unione Sovietica in una vasta zona che per l’occasione venne sgomberata dalle macerie della guerra. Il palazzo è sede di molte istituzioni, ed è alto ben 234 metri. Si sale al terrazzo panoramico con degli ascensori molto veloci e si gode di una vista sulla città vecchia e sul nuovo distretto dei grattacieli che si trova proprio alle sue spalle.
Fuori dal centro, ma sempre sulla lunghissima direttrice della Strada Reale si trova uno dei luoghi più magici della città. Quello che nacque come luogo dei “bagni reali” e che in polacco prende il nome di Lazienki, è oggi il parco più bello e vasto della capitale. Belle le tante architetture che lo contraddistinguono, le statue e il grande specchio d’acqua che lo attraversa.
Il più importante palazzo all’interno del parco è il Palazzo sull’Acqua. Costruito a fine Settecento da Domenico Merlini, trasformando un padiglione precedente, è considerato uno dei palazzi più belli di Varsavia. Il suo attico è coronato da delle statue di André le Brun.
Varsavia è una città ricca di vita, pulsante di traffico e di movimento, molto bella e vivibile sia di giorno che di sera. Ci sono molti lavoratori, studenti e turisti ed è in grado di sorprendere anche il viaggiatore più esigente.
Testi e fotografie di Davide Fustini