Vilnius è una città molto gradevole ed elegante. È la piccola capitale del più meridionale dei paesi baltici, la Lituania.
Le tante chiese che si incontrano a Vilnius, spesso di architettura barocca, i sette colli su cui è edificata la città, l’influenza dei gesuiti nell’istruzione, la presenza di un fiume, e da ultimo la leggenda di un lupo collegato alla fondazione cittadina, rendono la capitale lituana una piccola Roma nordica.
Anche la sua bella luce nelle giornate di sole e i locali accoglienti delle vie del centro, la rendono la più “mediterranea” delle tre capitali.
La cattedrale stessa, nel suo rigoroso stile neoclassico, presenta un frontone decorato dalle sculture dell’italiano Tommaso Righi.
La città non è difficile da visitare per il turista, che può affrontarla secondo tre direttrici. La zona centrale che pullula di chiese, di vicoli, piazze pittoresche e di locali, la collina del vecchio castello da dove si può vedere la città dall’alto e il viale Gediminus dove si trovano negozi alla moda, teatri e istituzioni. Da qui, con una deviazione, si può raggiungere il fiume Neris e anche la parte più moderna del centro cittadino, appena aldilà del fiume.
Il complesso religioso più pittoresco è quello delle chiese di sant’Anna e dei Bernardini. La prima, quella affacciata sulla strada, con la sua facciata tardo-gotica in mattoni, è luterana. La seconda, gotica anch’essa, ma con un interno principalmente barocco, è cattolica.
Una delle torri più imponenti della città è la torre campanaria della chiesa di San Giovanni, staccata da quest’ultima da un arco che funge da ingresso al cortile universitario. La facciata della chiesa si trova all’interno del cortile stesso. Una volta entrati dentro San Giovanni si viene colpiti dal suo sontuoso arredo barocco, e in particolare dal composito altare maggiore.
Sempre lungo la via principale e di fronte al Municipio si trova la più antica chiesa barocca della città, di inizio Seicento. La chiesa di San Casimiro. La sua paricolare e imponente cupola culmina con una struttura a forma di corona, proprio per sottolineare l’origine regale del santo a cui è dedicata.
Quasi alla fine del corso centrale, entrando in un cortile alberato si raggiunge la Chiesa dello Spirito Santo, il maggiore luogo di culto ortodosso della città. Bellissimo il suo interno rococò e l’iconostatsi caratterizzata da un colore verde tipico dell’ortodossia russa.
Tornando alla piazza della Cattedrale, si può scegliere di salire sulla collina di Gediminas dove si trova la torre omonima, che faceva parte della fortezza principale della città. Dalla collina si gode una vista panoramica sulla parte vecchia e nuova della città e sul corso del fiume Neris.
Il viale Gedimino che si diparte dalla Cattedrale verso l’esterno della città è il vero e proprio bulevard cittadino, con i negozi di lusso, le istituzioni, i teatri, le piazze e i giardini. Questa è la strada che più ci ricorda la funzione di capitale di Vilnius che altrimenti appare una tranquilla e ordinata città nordica.
Fra i palazzi più curiosi del viale anche quello del Teatro drammatico degli anni Quaranta del Ventesimo secolo. Bellissime le donne vestite di nero con volti dorati che campeggiano sull’ingresso del teatro. Particolare il gusto deco influenzato da un ardito cubismo futurista.
Il turista che si volesse spingere fino alle sponde del fiume Neris, troverebbe, attraversato il ponte, la città moderna, fatta di centri commerciali, alberghi, uffici, espressione della Vilnius che sta facendo i suoi passi di piccola capitale nel nuovo millennio.
Testo e fotografie di Davide Fustini