Tallinn, piccola e deliziosa capitale estone, è una città che stupisce per il livello di conservazione del suo centro storico. Una volta varcate le sue mura medievali, si entra in una dimensione fiabesca e si rimane rapiti dai suoi palazzi che riportano indietro di secoli, quando la città faceva parte della Lega anseatica sotto il nome di Reval. L’influenza tedesca durò molti secoli e si scontrò col nascente Impero Russo che si affacciò più decisamente al mar Baltico a inizio Settecento. Ricordiamo che Pietro I il grande trasferì proprio in quel periodo la capitale russa nella città di nuova fondazione San Pietroburgo. Fra le due guerre mondiali la città visse una breve parentesi di indipendenza, per poi essere inglobata nell’Unione Sovietica a guerra conclusa. Dopo il 1991 divenne la nuova capitale della piccola Estonia indipendente.

Dalla piazza Viru è l’ingresso più suggestivo e frequente alla città vecchia e due snelle torri quattrocentesche fanno da guardiani alla folla di turisti e curiosi che si avventurano per le vie del centro.

Per immergersi nell’atmosfera mercantile della città antica basta raggiungere il complesso delle tre sorelle, considerate fra le case più antiche di Tallinn, o comunque quelle che meglio descrivono la ricchezza e l’opulenza dovute ai commerci dell’epoca medievale. Tutti e tre gli stabili mostrano segni di rifacimento nella parte bassa, ma una omogeneità stilistica nella parte più alta.

Vivacissima la piazza centrale, ombelico dell’intera città vecchia, dove si trovano molti locali per bere, mangiare e godere dell’architettura nordica che qui mescola elementi gotici ad altri otto e novecenteschi.

Il palazzo che sovrasta l’intera piazza centrale è quello del Municipio. La sua struttura è un insieme riuscito di severità ed eleganza, ed è un’espressione esemplare dello stile gotico. Molto interessante il fatto che si tratti di uno dei pochissimi palazzi gotici con funzione civile sopravvissuti fino ai giorni nostri. Altra particolarità è la sua torre disegnata da Adam Olearius, orientalista che si era ispirato sicuramente alle forme dei minareti. La sua struttura affilata e ottagonale venne poi finita nel Seicento con l’aggiunta della guglia barocca.

Fra le numerose chiese del centro, di varie confessioni diverse fra cui la cattolica e l’ortodossa, spicca la duecentesca chiesa dello Spirito Santo, con un interno a due navate e la tipica atmosfera dei templi protestanti.

Sulla collina di Tompea (storpiatura dal tedesco Domberg, cioè collina del duomo), si trovano varie strutture interessanti, fra cui gli organi di governo del piccolo Stato e la cattedrale luterana. La struttura più curiosa e divisiva è tuttavia la chiesa ortodossa di Aleksander Nevski, simbolo del prestigio della russia zarista che era al potere della città a fine Ottocento, quando il tempio veniva costruito. Si pensò più volte addirittura di demolirla, ma la chiesa con le inconfondibili cupole a cipolla rimane ancora uno dei simboli della città.

Poco distante, in una piazzetta circondata da abitazioni basse ed eleganti è invece la Toomkirik, ovvero la cattedrale dedicata alla Vergine e sede della chiesa luterana estone.

Girare per la parte alta della città diventa ancora più affascinante quando si raggiunge quasi senza preavviso uno dei punti panoramici da cui si vede tutta la città bassa e lo sguardo si spinge ancora più in là fino al mar Baltico. Da qui non si sa se guardare i tetti a cono delle torri medievali che cingono il centro o i traghetti che partono e arrivano e che rendono trafficato questo tratto del golfo di Finlandia.

Tallinn è una città fiabesca, con i difetti delle piccole località che in pochi anni hanno dovuto fare i conti con il turismo di massa, ma con i pregi di tutti quei luoghi in cui la storia ha lasciato un’impronta indelebile.

Testo e fotografie di Davide Fustini