Questa incredibile e vastissima piazza risale alla fine del Quattrocento, quando vennero abbattute le costruzioni a ridosso del Cremlino, per impedire che la zona fosse soggetta ad incendi. Il suo nome non deriva dal colore rosso, ma in origine significava bella piazza. Nel russo di allora il termine krasnaja significava infatti bella. Ancora oggi questo aggettivo viene usato per indicare la bellezza in varie lingue slave.

Quando si arriva per la prima volta in questa piazza si ha veramente la sensazione di aver raggiunto uno degli spiazzi urbani più grandi del mondo. In effetti la sua larghezza è di 130 metri, mentre la sua lunghezza arriva quasi a 700 metri. Le architetture che la circondano la rendono molto interessante con il loro stile eclettico e sontuoso.

L’occhio viene catturato immediatamente dal simbolo della città. La coloratissima e fiabesca cattedrale di San Basilio. Al principio si trattava di nove chiese in legno che lo zar Ivan il Terribile aveva fatto costruire a metà Cinquecento, in seguito alla vittoria dei russi sui tatari nella città di Kazan. Poi le nove cappelle, dedicate ai santi protettori dei giorni di ciascuna battaglia vinta, si trasformarono nella curiosa struttura che vediamo oggi. La svettante torre centrale, a pigna, è sormontata da una piramide che culmina in una cupola a cipolla dorata, ed è circondata dalle altre otto cappelle sormontate da torri più basse, ciascuna sovrastata da una cupola decorata in maniera diversa. La ricchezza di colori, la varietà di disegni geometrici e l’armonia complessiva della cattedrale, la rende uno degli edifici più caratteristici del mondo.

Dall’altro lato della piazza si trova la costruzione di fine Ottocento, in stile pseudorusso, che ospita il Museo storico di Stato. Molto interessante la facciata mossa che ricorda quasi quella di una cattedrale e il contrasto cromatico fra il rosso della muratura e il color argento delle tante cupolette e del tetto.

In un angolo della piazza, fra il museo storico e i grandi magazzini GUM, si trova la suggestiva cattedrale di Kazan. La sua è stata una storia travagliata. Risalente al Seicento, venne demolita nel 1936 per ordine di Stalin, ma venne ricostruita seguendo i disegni originali e riconsacrata nel 1993, dopo la fine del regime comunista.

Disposto sul lato lungo della piazza, di fronte alle mura del Cremino, si trova il GUM, il grande e fastoso edificio che ospita il lussuoso centro commerciale che era stato costruito a fine Ottocento nel luogo dove fin dal Cinquecento aveva sede il mercato principale della città.

Oggi vi sono negozi di grandi firme e lungo le eleganti gallerie ci sono anche i tipici chioschi che vendono il morozhnoe, il gelato di cui i russi vanno ghiotti. L’edificio è formato da tre ordini di gallerie, con fontane, ponti e volte vetrate che vennero costruite con le tecniche più moderne per l’epoca.

Le mura della cittadella di Mosca, conosciuta come Cremlino, sono un’altra delle strutture che definiscono l’architettura della piazza, assieme alle tante torri che punteggiano il perimetro del grandioso complesso. Preponderante è l’apporto degli architetti italiani che vennero chiamati nel corso dei secoli a lavorarvi. Addossata alle mura che si affacciano alla piazza si trova anche la squadrata struttura del mausoleo di Lenin.

La piazza, sempre piena di turisti o di semplici passanti, è vivace e suggestiva anche al calare della sera quando le luci illuminano le colorate facciate degli edifici religiosi e civili.

Mosca è la capitale dello stato più vasto al mondo e la grandezza di questa piazza è il simbolo ideale della Russia, dove si affacciano in un unico luogo i simboli del potere temporale, di quello religioso, i luoghi del commercio e i richiami alla storia. Non si può passare da Mosca senza perdersi per qualche tempo nella suggestiva vastità della Piazza Rossa.

Testi e fotografie di Davide Fustini